CON LA FAMIGLIA
NEL PERCORSO DI CURA

Numero di Ictus che accadono al giorno in Italia

la percentuale di persone con disabilità post-ictus

percentuale di aumento delle spese familiari dopo un ictus

percentuale di abbandono del lavoro dopo un ictus tra i 25 e i 59 anni

 

 IMPARARE | CONOSCERE | AFFRONTARE

Molte famiglie, lungo il percorso di cura dell’Ictus, si sentono abbandonate.

Il nostro Sistema Sanitario ha una struttura rigida e pochi meccanismi di controllo centrale del processo di trattamento.

Mentre la qualità dei singoli Servizi è spesso eccellente, la coordinazione è scarsa più o meno ovunque. La comunicazione è frammentaria.

E quando si torna a casa dall’Ospedale, nascono nuove domande.

Il progresso è lento, a volte del tutto assente.

I familiari sono incapaci di far fronte ai problemi da soli e i medici generici non hanno il tempo di assisterli su molti fronti.

Mentre investiamo molto nel soccorso e nella cura acuta delle persone colpite da ictus,  molti dei successi ottenuti inizialmente, rischiano di perdersi nel tempo…

L’ ictus è una malattia cronica che ci consente di individuare i punti deboli del nostro sistema sanitario.

In questo sito imparerai a conoscere il problema nei suoi vari aspetti e dunque potrai affrontarlo con maggiore efficacia.

 

 

 

Ictus: primi passi

PERSONE

Se sei sopravvissuto all’ictus, probabilmente sei stato ricoverato a lungo in Ospedale, poi in un Centro di Riabilitazione. Infine, sei tornato a casa. Qualunque sia la tua disabilità, hai iniziato il processo di adattamento alla tua nuova vita…

Se molte delle tue energie sono dedicate al partner che ha avuto un ictus, sappi che fra i tuoi doveri c’è anche curare la TUA salute. Ci si concentra sul partner e si finisce per trascurare i propri bisogni. Nessuno è preparato per qualcosa del genere…

La famiglia è in agitazione! Bisogna prendere decisioni importanti ma la persona che si occupava di tutto…è lei ad aver bisogno! La figlia ha appena avuto un bambino, il marito è anziano ma vuole la moglie a casa e non vuole aiuto perchè sostiene di farcela da solo…

Circa l’80% delle persone colpite da un ictus, a distanza di un anno vive a casa propria ma dipende da uno o più familiari. Anche questi hanno bisogno di supporto. Di qualcuno che li aiuti a gestire il cambiamento e trovare un nuovo modo di vivere.

Perchè tutto cambia, non solo la persona che ha avuto un ictus, ma anche i familiari che assumono nuovi ruoli e hanno bisogno di capire quale sarà il futuro, per poter dare il meglio e non lasciar naufragare tutto…

La situazione è complessa, molto più di quanto non lasci pensare una relazione di dimissioni con qualche appuntamento già preso presso i servizi.

Ebbene, non siete soli! Ripartiamo, insieme

I TUOI BISOGNI
SONO LA NOSTRA PRIORITA’

Tutor di Famiglia

TI AIUTIAMO A…

Capire e analizzare i problemi

Una chiara definizione dei problemi  porta a una migliore comprensione della situazione. Occorre riflettere insieme sulle  possibili conseguenze di ogni soluzione e scegliere la migliore

Navigare nella complessità

Per recuperare una buona Qualità di Vita  occorrono informazioni su misura, buoni servizi di sanitaria ma anche strategie positive di coping, stili di vita sani e attività fisica. Un mondo di risorse da scoprire, grazie all’aiuto dei vostri Consulenti

Prendere le decisioni

Avere una malattia cronica o vivere con una persona che ha una disabilità post-ictus impone decisioni importanti. Occorre migliorare le competenze per far fronte a questa necessità

 

SITI IN RETE

Qualcosa non quadra

In un articolo su Repubblica, di Irma D'Aria troviamo le seguenti informazioni : "Solo nel 20-25% dei casi i pazienti che hanno subito un ictus hanno davvero bisogno di una riabilitazione che gli faccia recuperare i danni, Un altro 30% muore entro i tre mesi...

Videotutorial per chi assiste

ALICE Firenze Onlus ha creato un video tutorial su aspetti molto pratici, utile per chi deve assistere una persona con esiti da ictus  

Lavoro dopo un ictus? Non per tutti

Cosa accade della capacità lavorativa dopo un ictus? Difficile generalizzare, ogni ictus ha conseguenze diverse come si può immaginare. ma sul  sito  Healthdesk troviamo dati recenti emersi nel corso del Convegno  “Ictus: fattori di rischio, prevenzione e...

Evita l’Autodistruzione !

Secondo il sito FlintRehab sono pochi i consigli da seguire per evitare il burnout dei familiari che supportano una persona con esiti da ictus (il burn out è ciò che accade quando lo stress e la pressione cominciano ad avere effetti anche sulla salute fisica ed...

Quale è la differenza tra emiplegia ed emiparesi?

Le parole "emiplegia" e "'emiparesi" hanno due diversi significati. Come spiega questo articolo di FlintRehab."Emi" significa "metà" e "plegia" significa "paralisi". Emiplegia significa "paralisi di metà del corpo"La "paresi"  invece significa "debolezza...

Nasce a Genova il casco che aiuta a prevenire l’ictus

Genova - Casco in testa e orologio al polso. In futuro, sia in ospedale che a casa, potrebbe girare così una persona che ha avuto un ictus per limitare i rischi di avere un secondo attacco, grazie ad una ricerca originale che unisce Genova e la Lituania. A sviluppare...

Serve stimolare la faringe nella disfagia post ictus?

La disfagia spesso migliora nelle prime settimane dopo l'ictus ma, se grave e persiste, pone indicazione per la sospensione della alimentazione per bocca o la modifica delle consistenze permesse. In alcune circostanze  l'idratazione, la nutrizione e i farmaci...

Quale è la differenza fra un ictus e un aneurisma?

E' sempre il nostro fidato sito FlintRehab a spiegarci la differenza tra le parole "ictus" e aneurisma", in un articolo del 17 settembre 2018 Quale è infatti  la differenza tra un inctus e un aneurisma? La grande differenza è che un ictus è un evento e un aneurisma è...

contattaci per chiedere

una consulenza

/*Add to options > Integration > Add to section*/